Inseguire una Chimera: l'assurdo mito greco dietro i desideri senza speranza
Quante volte abbiamo usato questa espressione per descrivere un desiderio vano, un'illusione che inseguiamo senza alcuna possibilità di successo? Ma chi (o cosa) era davvero la Chimera? Dietro questo modo di dire si nasconde una mostruosa storia di gloria e sfortuna che risale all'antica Grecia.
Un mostro "composto"
La Chimera non era un semplice animale fantastico. Era un incubo mitologico, parte della progenie di Tifone ed Echidna. Veniva descritta come un assemblaggio orribile di più animali:
Corpo e testa di leone.
Una testa di capra che spuntava dalla schiena.
Una parte posteriore di drago.
Una coda di serpente.
E, come se non bastasse, era in grado di vomitare fuoco. Insomma, un mostro fatto per seminare terrore.
La (breve) gloria di Bellerofonte
La sua gloria fu breve e legata a un eroe altrettanto sfortunato. Venne uccisa da Bellerofonte, ma solo grazie all'aiuto indispensabile del cavallo alato Pegaso, che gli permise di volare sopra il mostro e colpirlo dall'alto. Una vittoria che diede gloria all'eroe, ma che segnò la fine della Chimera.
Simbolo di un'illusione vana
Proprio per questo suo carattere fantastico, orribile e irrealistico, la Chimera è diventata il simbolo perfetto di qualcosa di vano e inverosimile. Inseguire una chimera significa correre dietro a un mostro fatto di sogni contraddittori e irraggiungibili, proprio come la mostruosa creatura mitologica. Una caccia che, metaforicamente, non può che finire con una sconfitta.
Nota: Se volete vederne una raffigurazione famosa, cercate il bronzo etrusco della Chimera di Arezzo, custodito nel museo archeologico di Firenze. È la prova (gloriosa) che l'arte può rendere reali anche gli incubi!

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