Perla di Allah: la sfortunata e gloriosa storia della perla più grande del mondo

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Immaginate una perla così grande da pesare oltre 6 chili e valere quanto un impero. Ma attenzione: la sua storia è costellata di leggende contraddittorie, guerre e un pizzico di "inganno" naturale. Benvenuti nel diario di Pagine di Pergamena, oggi parliamo della Perla di Allah (o Perla di Lao Tzu).

Il ritrovamento tra i Musulmani

Tutto inizia nelle Filippine nel 1934. L'americano Wilburn Cobb vide per la prima volta questo oggetto sacro nelle mani di un capo tribù musulmano. Per loro non era un gioiello, ma un oggetto divino: la forma ricordava il volto e il turbante del Profeta Maometto. Cobb riuscì a ottenerla solo due anni dopo, come dono di riconoscenza per aver salvato il figlio del capo dalla malaria.

La seconda versione: L'amuleto di Lao Tzu

Anni dopo, Cobb cambiò versione, ammantando la perla di un fascino millenario. Raccontò che la perla era un artefatto cinese vecchio di 2500 anni, cresciuta attorno a un amuleto di giada inserito con tecniche segrete e spostata di mollusco in mollusco per secoli. Leggenda o realtà? Di certo, si dice che per il suo possesso furono combattute guerre sanguinose.

Quanto vale davvero?

Ecco l'assurdo: dal punto di vista gemmologico, non è una vera perla. È una concrezione di una tridacna gigante (un bivalve enorme). Non ha i riflessi iridescenti dei gioielli, ma le sue dimensioni sono mostruose:

  • Peso: 6,4 kg

  • Lunghezza: 24 cm

  • Valore stimato: Oltre 40 milioni di dollari!


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