sabato 29 aprile 2017

I gladiatori


Descrizione
Il gladiatore prende il nome da una spada, il gladio appunto, usato dai soldati romani in guerra e da alcune categorie di gladiatori nell'arena.
Sembra che i combattimenti tra gladiatori siano stati copiati dai Romani agli Etruschi che abitavano le terre che vanno dal Fiume Magra al Tevere, comprendendo Toscana e parte dell'Umbria attuali. In alcune tombe Etrusche, infatti, si ritrovano rappresentazioni di combattimenti simili a quelli che avvenivano tra i gladiatori romani.
Anche la parola "lanista", che era il proprietario della palestra dove i gladiatori imparavano a combattere, deriverebbe dall'etrusco.
All'inizio della loro storia i gladiatori erano soprattutto schiavi chiamati in combattimenti che erano parte del rituale funebre di personaggi facoltosi o potenti.
Poi, con l'aumentare dell'importanza di questo tipo di manifestazione, furono introdotti nell'arena i criminali e poi successivamente, una volta affermatasi come disciplina sportiva nobile, con regole ben precise e un notevole seguito di pubblico, anche gli uomini liberi cominciarono a praticarla.
Questa disciplina ebbe molto successo soprattutto in epoca imperiale al punto che si costruirono imponenti arene come l'Anfiteatro Flavio (il Colosseo) proprio per dare spazio a queste manifestazioni.
Solo nel IV secolo l'Imperatore Costantino, una volta divenuto cristiano, abolì gli spettacoli gladiatorii nell'impero. Gli spettacoli continuarono comunque nelle zone più lontane dal potere centrale, come ad esempio a Roma dove gli ultimi combattimenti furono tenuti nei primi anni del Medioevo.
I gladiatori potevano essere schiavi o uomini liberi, uomini o donne (anche se queste ultime erano abbastanza rare), e potevano appartenere a una qualsiasi delle etnie presenti nell'Impero ed in genere combattevano volontariamente nell'arena.
Sembra strano leggendo queste cose che un personaggio come Spartaco si ribellasse ed acquisisse un seguito tale da diventare pericoloso per la sicurezza di Roma stessa, ma all'epoca nella quale accaddero questi fatti i gladiatori erano ancora schiavi maltrattati e mandati a morire nell'arena per la gioia dei ricchi romani.
Esistevano diverse categorie di gladiatori che venivano opposti in modo tale da equilibrare le forze e le capacità di ogni coppia così che lo spettacolo per la folla fosse più eccitante. Venivano inoltre fatte delle ricostruzioni di battaglie famose, ed organizzati spettacoli con animali, il tutto per divertire il pubblico.

Curiosità
Uno degli errori classici presente nei film sui gladiatori è quello che i combattenti prima di iniziare a combattere pronunciassero la famosa frase “ Ave Caesar, morituri te salutant.”, (“Ave Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano.”) che non ha fondamento storico.
Un'altro è quello del pollice verso che decretava la morte del perdente e il pollice rivolto verso l'alto per concedere la grazia. In realtà il pugno chiuso significava la fine della lotta mentre il pollice posto in senso orizzontale sulla gola a simulare il taglio di un coltello (iugula) decretava la morte. Sembra invece che il pollice rivolto verso l'alto fosse un gesto di apprezzamento rivolto alle belle ragazze romane, equivalente al nostro fischiare ad una bella donna per dimostrare apprezzamento per il suo fascino.

I gladiatori ed i giochi gladiatorii dell'antica Roma, nel tempo hanno colpito la fantasia della gente al punto che  sono stati girati numerosi film in costume su di loro, dal film "Gladiatori" di Delmer Daves del 1954 con Victor Mature, fino ad arrivare ai più recenti "Il gladiatore" di Ridley Scott del 2000 con Russell Crowe e l'ancora più recente serie di telefilm "Spartacus" iniziata nel 2010.
Peccato però che molti di questi film abbiamo inventato e perpetuato errori madornali sui gladiatori e i giochi cui partecipavano. L'esempio più clamoroso il pollice verso o il pollice su per decretare morte o sopravvivenza dei combattenti. Altro errore clamoroso è il fatto che ogni volta il perdente venisse messo a morte. I gladiatori erano un po' come gli attuali calciatori, erano "merce" preziosa. Costituzione fisica particolarmente robusta, lunghi anni di addestramento, particolari abilità personali ne facevano dei veri e propri atleti con tanto di fans e amati dal pubblico, al punto che alcuni di loro, in questo caso schiavi, riacquistavano la libertà a suon di vittorie nell'arena.
Con questo non voglio dire che i giochi gladiatorii non fossero violenti e che talvolta qualcuno morisse, ma non così frequentemente come si vorrebbe farci credere.
Di seguito elenco gli errori trovati nel film "Il gladitore" raccolti da spettatori attenti e pubblicati da sito Magnaromagna.

Prima dell’assalto contro i germanici Massimo dice “Scatenate l’inferno”. Peccato che il concetto di “inferno” non esistesse ancora nella religione della Roma pre-cristiana.
Nel film il gladiatore viene chiamato spesso “Ispanico”, in quanto proveniente dalla Spagna, ma in realta dovrebbe essere chiamato Iberico in quanto all’epoca la Spagna non esisteva ancora.
Quando Marco Aurelio e’ nella tenda con Massimo, si vedono dei volumi di libri. Allora i libri non esistevano, si usavano le pergamene!
Per pubblicizzare gli spettacoli gladiatori nella provincia arabica dove R. Crowe è imprigionato vengono diffusi dei volantini con una scritta “Gladiatores violentia” seguita da dei disegnini di soldati che si combattono, ma l’uso di disegnare su papiro o pergamena (in tante copie, poi…) è anacronistico. Infatti il papiro e la pergamena (ovviamente la carta non esisteva) erano merce piuttosto pregiata, e di certo non venivano sprecati per pubblicizzare un gioco di gladiatori specialmente in una povera provincia nordafricana
Il termine “Colosseo” non va bene: nasce solo nel medioevo per indicare un edificio nei pressi al colosso dedicato a Nerone. Il termine giusto (per la versione italiana) sarebbe stato “Anfiteatro Flavio” o, piu’ semplicemente,”Anfiteatro Massimo”
A quel tempo le meravigliose spade luccicanti che vengono sfoggiate erano nere o comunque scure visto che l’acciaio non era proprio in uso corrente..
In ben due scene di battaglie compare la balestra, oggetto che fece la sua comparsa nel medio evo!
I gladiatori nel circo massimo combattevano contro i leoni, non contro le tigri!
Quando R. Crowe torna a casa, nei campi di grano circostanti si vedono benissimo le tracce dei trattori lasciate per i trattamenti alle colture…
Dopo che lui è stato fatto prigioniero da Proximo, cerca di cancellare il famoso tatuaggio… grattandosi a fondo con una pietra, ma nelle scene successive la spalla non ha traccia di cicatrici….
In una scena si vede che qualcuno libera un piccolo serpente. Ebbene, si tratta di un serpente-corallo, velenoso, che vive solo in America Centrale! Che cosa ci faceva a Roma nel 180 d.C. I romani avevano forse scoperto l’america?

Il Gladiatore: PERLE VARIE
In una scena nella quale il pubblico è in delirio per un combattimento si può notare un signore con barba e capelli bianchi, esibirsi per un attimo nel classico gesto dell’ombrello !
In una scena (mi sembra all’interno del Colosseo) un gruppo di arcieri tiene sotto mira, con gli archi tesi, Oliver Reed. Come potrà confermare chiunque pratichi il tiro con l’arco, è impossibile mantenere in trazione un arco per più di 10/15 secondi. E gli archi di allora erano molto duri da tendere…
Nell’ultima scena, quella dell’alba, dietro al Colosseo si nota il lago della Domus Aurea, e questo e’ impossibile in quanto il bacino fu prosciugato e riempito dicalcestruzzo proprio per ricavare il basamento su cui fu edificato il Colosseo.
La traduzione “Generale” (il grado con cui viene nominato Massimo) è sbagliata. E Commodo non è certo morto nel Colosseo, ma in una congiura.
La frase che Massimo ad un certo punto dice di aver rivolto al figlioletto morto, nell’al di là , in cui gli ricorda di tenere giù i talloni quando cavalca, è inverosimile, perché all’epoca non esistevano le staffe, che giustificano la regola dei “talloni giù”. Anche la battaglia iniziale vede risolutivo l’uso della cavalleria, peccato che, essendo privi di staffe, i cavalieri non potevano essere impiegati per un combattimento in una foresta
Che venissero utilizzati proiettili incendiari è sicuro, ma di certo essi non erano costruiti in metallo, non esplodevano al contatto col suolo come una batteria di missili moderna..
La battaglia tra i romani e i germanici si svolge tra la neve. Ma, notoriamente, i romani interrompevano tutte le guerre durante i mesi invernali.
Nella battaglia iniziale R. Crowe pianta la spada nell’albero; Nella scena in cui va a staccarla, la stessa è piantata nel lato opposto..
Quando Massimo giunge nel viale della sua casa in Spagna, ci sono alcune piante in vaso, con i fiori color viola, gli stessi che lui poi depone sulle tombe dei suoi cari. Beh, quella pianta era la bougainvillea, originaria dell’America Latina e importata in Europa dopo la colonizzazione da parte degli Spagnoli e Portoghesi (errore corretto nella versione DVD e VHS)
Durante una scena, l’imperatore Commodo conversa nel suo palazzo con altri personaggi e, attraverso una loggia, si vede un bel cupolone! Peccato non esistesse ancora...



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