L'edificante (ma sfortunatissima) virtù di Cleobi e Bitone


Vaso antico: due fratelli trainano il carro della madre Cidippe verso il tempio di Era. Scopri l’iconico gesto di pietà filiale che ha fatto la storia.

Se pensate che avere una "buona condotta" vi garantisca un premio fedeltà dalla vita, i fratelli Cleobi e Bitone hanno una brutta notizia per voi.

 

Il contesto (o: quando il carro attrezzi non esiste)

Siamo ad Argo, nel VI secolo a.C. C'è una grande festa in onore di Era. La loro madre, Cidippe, è la sacerdotessa della dea e deve assolutamente arrivare al tempio sul carro. Piccola complicazione: i buoi sono ancora nei campi e non arriveranno in tempo.

Cosa fanno i nostri due campioni di palestra e pietà filiale? Invece di chiamare una biga sostitutiva o rassegnarsi al ritardo, si aggiogano loro stessi al carro. Trascinano la madre per 45 stadi (circa 8 chilometri) sotto il sole, arrivando trionfanti davanti al tempio.

 

La ricompensa (ovvero: attenzione a cosa chiedete agli dèi)

La folla applaude, la madre è commossa. Cidippe, orgogliosa come non mai, entra nel tempio e prega la dea Era di concedere ai suoi figli il dono più grande che un essere umano possa ricevere.

E la dea, nella sua infinita benevolenza, cosa fa?

  • Da' loro un vitalizio? No.

  • L'immunità dalle tasse di Argo? Nemmeno.

  • Li fa morire nel sonno.

Proprio così. Dopo il banchetto, i due ragazzi si addormentano nel tempio e non si svegliano più. Fine.

 

La morale (secondo i Greci)

Per Solone (che racconta questa storia a Creso per spiegargli che i soldi non fanno la felicità), questa è la morte perfetta: giovani, sani, celebrati da tutti e nel massimo momento di gloria. Insomma, meglio morti e famosi che vecchi e con il mal di schiena.

 

Nota per i lettori del blog: La prossima volta che qualcuno vi chiede un favore "edificante" per spirito di sacrificio, ricordatevi di Cleobi e Bitone. La gratitudine divina ha un senso dell'umorismo decisamente discutibile.


Commenti

Post più popolari