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domenica 30 novembre 2014

Perché il merluzzo essiccato si chiama stoccafisso?


Lo stoccafisso è il merluzzo bianco (Gadus morhua), un pesce dell’Oceano Atlantico settentrionale che può raggiungere i due metri di lunghezza e i 90 kg di peso, conservato per essiccazione. Da non confondere con il baccalà, che è sempre merluzzo bianco ma conservato sotto sale in barili, lo stoccafisso (“stocco” nell’Italia meridionale), è stato probabilmente importato a Venezia nel XV secolo dalla Norvegia.
 
Il nome deriva probabilmente dalla cittadina norvegese di Stokke. Secondo alcuni però potrebbe derivare dal norvegese stokkfisk oppure dall'olandese antico stocvisch, ovvero "pesce a bastone", secondo altri dall'inglese stockfish, ovvero "pesce da stoccaggio" (scorta, approvvigionamento); altri ancora sostengono che pure il termine inglese sia mutuato dall'olandese antico, con lo stesso significato di "pesce bastone".
 
L'essiccazione naturale è uno dei metodi di conservazione del cibo più antichi. Vi sono documenti che attestano questa pratica nei Mari del Nord sin dai tempi di Carlo Magno (IX secolo). Il pesce secco ottenuto in questo modo può conservarsi anche per anni ed è facilmente trasportabile e commercializzabile. Fu proprio questa facilità di conservazione a bordo delle navi a farlo diventare il principale alimento dei Vichinghi. Le prime notizie sull'arrivo in Italia dello stoccafisso dicono che veniva usato come merce di scambio, importato dai paesi nordici nel 1561 a Genova, Venezia e Napoli.
 
Fonte parziale Wikipedia

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