Pangea: i segreti del supercontinente che ha unito (e diviso) la Terra


Circa 300 milioni di anni fa, la Terra non era affatto divisa nei sette continenti che conosciamo oggi. Esisteva un'unica, immensa massa terrestre chiamata Pangea, circondata da un oceano sterminato: il Panthalassa.

Comprendere come si sia formata e poi frantumata la Pangea ha permesso agli scienziati di inaugurare la moderna teoria della tettonica a placche, secondo cui la crosta terrestre è divisa in enormi zolle che galleggiano e scivolano sul mantello roccioso sottostante.

Nei 3,5 miliardi di anni di storia del nostro pianeta, diversi supercontinenti si sono formati e poi dissolti. Questo continuo rimescolamento è guidato dalla circolazione del magma nel cuore della Terra e, ogni volta che accade, la storia della vita cambia per sempre.

"Questo fenomeno ha guidato l'intera evoluzione del pianeta nel tempo: è il battito cardiaco, il ritmo principale della Terra."

Brendan Murphy, professore di geologia presso la St. Francis Xavier University

 

Alfred Wegener e il gigantesco puzzle della Terra

Più di un secolo fa, lo scienziato tedesco Alfred Wegener intuì l'esistenza della Pangea mettendo insieme indizi apparentemente distanti tra loro.

Il primo indizio era visivo: basta guardare una mappa per accorgersi che i profili dei continenti si incastrano quasi perfettamente gli uni con gli altri, come i pezzi di un gigantesco puzzle. Le prove decisive, però, arrivarono dalla geologia e dalla paleontologia:

  • I giacimenti di carbone: I depositi carboniferi della Pennsylvania hanno la stessa identica composizione di quelli che attraversano la Polonia, la Gran Bretagna e la Germania. Questo significa che un tempo il Nord America e l'Europa erano uniti.

  • I fossili gemelli: Piante identiche, come la felce estinta Glossopteris, si trovano oggi in continenti separati da migliaia di chilometri di oceano.

  • Montagne spezzate: La catena degli Appalachi negli Stati Uniti e le montagne dell'Atlante in Marocco facevano originariamente parte della stessa immensa catena montuosa: le Montagne della Pangea Centrale.

La nascita e il grande addio: la cronologia della separazione

La Pangea si è formata e poi divisa attraverso un processo durato centinaia di milioni di anni:

  • 480 milioni di anni fa: Il nucleo del Nord America (Laurentia) si fonde con altri micro-continenti creando l'Euramerica.

  • 200 milioni di anni fa: La Pangea inizia a fratturarsi. Il Gondwana (Sud America, Africa, Antartide, India, Australia) si separa dalla Laurasia (Eurasia e Nord America).

  • 150 milioni di anni fa: Il Gondwana si spacca a sua volta. L'India si stacca dall'Antartide, mentre l'Africa e il Sud America si allontanano, aprendo l'Oceano Atlantico.

  • 60 milioni di anni fa: Il Nord America si separa definitivamente dall'Eurasia.

     

Com'era il clima sulla Pangea? Dalle foreste tropicali ai deserti letali

Vivere su un supercontinente significava fare i conti con climi estremi. L'interno della Pangea era un deserto immenso e arido: le perturbazioni oceaniche non riuscivano a penetrare nell'entroterra, bloccate da catene montuose invalicabili.

Gli studi geologici sulla Moradi Formation in Niger rivelano che il cuore della Pangea ricordava il moderno deserto del Namib: una distesa arida colpita solo occasionalmente da brevi e violentissimi nubifragi responsabili di alluvioni catastrofiche.

Al contrario, le zone vicine all'equatore erano paradisi lussureggianti. I giacimenti di carbone europei e americani testimoniano l'antica presenza di enormi foreste pluviali palustri, calde e umide, simili all'odierna Amazzonia.

 

La vita sulla Pangea: dai proto-mammiferi alla "Grande Moria"

Nonostante le sfide climatiche, la vita sulla Pangea ha prosperato per circa 100 milioni di anni. Durante il periodo Permiano, insetti giganti come scarafaggi e enormi libellule dominavano l'aria, mentre il terreno era popolato dai Traversodontidae, una famiglia di rettili erbivori antenati dei mammiferi.

L'esistenza del supercontinente è stata però segnata dal capitolo più buio della storia terrestre: l'estinzione di massa del Permiano-Triassico, nota come la Grande Moria di 252 milioni di anni fa. Questo cataclisma cancellò oltre il 90% delle specie marine e il 70% di quelle terrestri.

L'alba dei dinosauri

Sulle ceneri di questa estinzione nacquero gli Archosauri, il gruppo evolutivo che avrebbe dato origine ai coccodrilli, agli uccelli e ai dominatori del Mesozoico. Circa 230 milioni di anni fa, proprio sulle terre della Pangea, fecero la loro comparsa i primi veri dinosauri, tra cui i primitivi Teropodi, dinosauri carnivori, bipedi, leggeri e dotati di piume.

 

Il futuro della Terra: il prossimo supercontinente si chiamerà "Amasia"

L'attuale disposizione geografica non è definitiva. I supercontinenti si formano e si distruggono in un ciclo quasi regolare ogni 300-400 milioni di anni. Oggi, ad esempio, l'Australia si sta spostando verso l'Asia e l'Africa orientale si sta lentamente spaccando lungo la faglia del Rift.

Ma cosa succederà in futuro? Grazie alle moderne simulazioni 3D del movimento delle placche tettoniche, i geologi Masaki Yoshida e M. Santhosh hanno provato a spingere lo sguardo fino a 250 milioni di anni nel futuro.

I loro modelli geologici prevedono che l'Oceano Pacifico si chiuderà completamente. L'Australia, il Nord America, l'Africa e l'Eurasia si scontreranno nell'emisfero settentrionale, fondendosi in un unico, nuovo supercontinente battezzato Amasia. Gli unici territori a rimanere isolati e parzialmente immobili saranno l'Antartide e il Sud America. La storia della Terra, dopotutto, è un cerchio che continua a ripetersi.


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