Mettere all'indice: l'antenato storico del "ban" sui social

Un antico volume aperto dell'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), con una lista di nomi barrati dall'Inquisizione e un rogo di libri censurati in un'atmosfera misteriosa.

Scheda della Curiosità:

  • Modo di dire: Mettere all'indice

  • Origine: XVI secolo (Indice dei Libri Proibiti)

  • In breve: Un tempo significava censura totale, oggi è l'emarginazione sociale.

  • L'assurdo: Sapevi che anche opere di Galileo e d'Annunzio finirono in questa lista?

Oggi usiamo questa espressione per indicare qualcuno che viene isolato o condannato moralmente. Ma un tempo, finire "all'indice" non era un'esclusione sociale: era una sentenza definitiva.

L'origine: L'Index Librorum Proibitorum

Il modo di dire nasce nel 1558 con la creazione dell’Indice dei libri proibiti. Non era una semplice lista di sconsigliati, ma un vero decreto dell'Inquisizione. Chi possedeva uno di questi libri rischiava la scomunica.

Cosa era vietato? (Quasi tutto!)

L'Indice non colpiva solo testi religiosi "eretici", ma era una vera macchina da guerra contro la diffusione della cultura:

  • Autori non cattolici: Tutta la loro produzione veniva bandita, anche se parlavano di cucina o botanica.

  • Bibbie in volgare: Leggere la Bibbia in italiano era vietato. Potevano farlo solo gli uomini che conoscevano il latino (le donne erano escluse a priori!).

  • Tipografi nel mirino: Se un editore stampava un autore protestante, tutta la sua produzione veniva "messa all'indice".

Gloria e Sfortuna dell'Indice

L'Indice ha avuto una vita lunghissima e "gloriosa" per la censura: quattro secoli di aggiornamenti (l'ultimo nel 1948!). Tra gli autori che hanno avuto la "sfortuna" di finirci dentro troviamo giganti come Galileo Galilei, D'Annunzio e persino Dumas.

Fu ufficialmente soppresso solo nel 1966, in seguito al Concilio Vaticano II. Eppure, ancora oggi, usiamo questa frase per descrivere la censura moderna.

Perché si dice così ancora oggi? Anche se l'Inquisizione non bussa più alle nostre porte per un libro, il concetto di "elenco dei cattivi" è rimasto impresso nella nostra cultura. Mettere all'indice qualcuno significa, metaforicamente, bruciare le sue idee prima ancora di ascoltarle. 

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