venerdì 19 agosto 2016

Scoperto lo squalo cannibale di un'età dimenticata



Gli scienziati hanno scoperto prove fossili macabre che suggeriscono che 300 milioni di anni fa alcuni squali mangiavano i propri giovani, infatti i coproliti fossili di adulti dello squalo Orthacanthus contenevano dei dentini di piccoli della stessa specie. Questi temibili predatori marini usavano le lagune costiere protette  per allevare i loro piccoli, ma sembra che ricorressero al cannibalismo quando altre fonti di cibo diventavano scarse.

Trecento milioni di anni fa, Europa e Nord America giacevano sull'equatore ed erano coperte da giungle tropicali (i cui resti sono ora compattati in giacimenti di carbone). I primi predatori di queste cosiddette "Foreste di carbone" non sono stati gli animali terrestri, ma enormi squali che cacciavano nelle acque oleose delle paludi costiere.

La prova fossile del cannibalismo negli squali viene da particolari coproliti a forma di spirale (cacca fossile) che sono stati trovati nel Minto Coalfield di New Brunswick, in Canada. Il coprolite è stato certamente espulso da Orthacanthus perché questo squalo aveva uno speciale retto a cavatappi che rende facile l'identificazione dei suoi escrementi. Il coprolite è pieno di denti di giovani di Orthacanthus, il che conferma che questi squali si sono nutriti dei loro piccoli. Questo si chiama "cannibalismo filliale."

Dottoranda presso la School of Natural Sciences, Trinity College Dublin, Aodhan Ó Gogáin, ha fatto la straordinaria scoperta. I suoi risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Palaeontology. Ci ha detto: "Orthacanthus era uno squalo di tre metri di lunghezza, uno Xenacanthus con una spina dorsale, un corpo anguilliforme, e denti tricuspidi. C'erano già prove, desunte dal contenuto dello stomaco fossile di squali antichi come l'Orthacanthus, che questi squali predavano anfibi e altri pesci, ma questa è la prima prova che troviamo la prova che questi squali mangiavano i giovani della propria specie".

Il professor Mike Benton, della University of Bristol, è un co-autore dello studio. Egli ha detto: "Come paleontologi non possiamo osservare i rapporti predatore-preda direttamente nel modo in cui può fare uno zoologo, dobbiamo usare altri metodi per interpretare antiche reti alimentari. Un metodo è quello di sondare il contenuto del coproliti [cacca fossile] come abbiamo fatto qui."

Il dr Howard Falcon-Lang, della Royal Holloway University, è un altro co-autore. Ha detto: "Non sappiamo perché Orthacanthus sia ricorso alla pratica di mangiare i propri giovani. Tuttavia, il periodo Carbonifero era un periodo in cui i pesci marini stavano cominciando a colonizzare le paludi d'acqua dolce in gran numero È possibile che Orthacanthus usasse le vie navigabili interne come vivai protetti per allevare i suoi piccoli, ma poi li consumava come cibo quando altre risorse diventavano scarse".

Aodhan Ó Gogáin ha aggiunto: "Orthacanthus era probabilmente un po' come il moderno squalo toro, in quanto era in grado di migrare avanti e indietro tra le paludi costiere e i mari poco profondi. Questo insolito adattamento ecologico può aver giocato un ruolo importante nella colonizzazione degli  ambienti d'acqua dolce dell'entroterra."

Il Minto Coalfield in Canada, dove sono stati scoperti i fossili, è di notevole importanza storica, essendo il primo posto in Nord America dove i coloni hanno estratto il carbone nei primi anni del 17° secolo.

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