martedì 11 marzo 2014

Una startup svizzera propone di trasformare i morti in diamanti.


La società Algordanza, con sede in Svizzera, sostiene di aver sviluppato una tecnologia che trasforma le ceneri di un caro defunto in gioielli ricordo.

Un gioiello spesso ha un valore sentimentale. Ma una startup svizzera sta portando questa nozione ad un nuovo estremo. Per un prezzo di partenza di 5.000 dollari, Algordanza forgerà un diamante scintillante dalle ceneri di qualcuno che è morto.

Il concetto di trasformare le persone in pietre preziose non solo è plausibile, ma sorprendentemente semplice. E' conoscenza comune che un po' tutti gli organismi viventi sono fatti della stessa polvere cosmica residuata da stelle esplose tempo fa. Nel caso dei diamanti, questi resti di carbonio vengono cotti e compressi sotto il mantello terrestre a temperature estreme attraverso il corso di diversi milioni di miliardi di anni. L'idea del fondatore e CEO di Algordanza, Rinaldo Willy, è semplicemente quello di sviluppare una tecnologia in grado di mimare artificialmente questo processo utilizzando i resti carbonizzati, granulari del defunto.

Un metodo simile è utilizzato dal 1990 per creare diamanti sintetici coltivati in laboratorio. In termini di composizione e valore monetario, Gary Roskin, un ex professore presso il Gemological Institute of America e redattore di Gem News Magazine, valuta i diamanti di derivazione umana (per mancanza di un termine migliore), come paragonabili in termini di qualità ai diamanti sintetici. Il processo prevede il trattamento dei campioni cremati con sostanze chimiche speciali per estrarre elementi in carbonio utilizzabili. Ma prima che la sostanza possa essere trasformata in un diamante, deve essere in primo luogo riscaldata e trasformata in uno stato puro e cristallino noto come grafite, lo stesso materiale utilizzato nelle matite. La grafite viene quindi posta in una macchina e sottoposta ad un'alta pressione, ad un ambiante ad alta temperatura (HPHT), simile alle condizioni nel mantello terrestre. Lì, il calore, che raggiunge i 2.500 gradi Celsius, in combinazione con una forza di oltre 870.000  libbre per pollice quadrato (circa 40 tonnellate per cm quadrato) fa sì che gli atomi di carbonio si leghino. Nel giro di poche settimane, un diamante (di circa un carato) è pronto per essere tagliato.

"I [laboratori] attualmente possono prendere qualsiasi materiale di carbonio, sia che si tratti di resti di cremazione, carbone, grafite, burro di arachidi, quello che si ha a disposizione, e recuperare carbonio puro", dice Roskin. "Ed è questo carbonio, che poi utilizzano per creare un diamante di alta qualità".

Mentre in natura i diamanti estratti sono in genere più preziosi di quelli prodotti in laboratorio, non c'è alcuna distinzione fra di loro, c'è più che altro un costrutto sociale. "Sia che sai stato creato da madre natura o da un essere umano in una fabbrica, un diamante è un diamante", sottolinea Roskin.  "In effetti, la maggior parte dei diamanti prodotti artificiamente sono di migliore qualità rispetto a molti diamanti estratti dalle miniere che potreste trovare in gioielleria, nei negozi dei grandi rivenditori."

Ciò che rende i diamanti della memoria di Algordanza un po' particolari, però, è che le pietre tendono a conservare le caratteristiche del tutto uniche dell'individuo. In un'intervista con Vice Magazine, Willy sottolinea, ad esempio, che le ceneri di coloro che indossavano dentiere o protesi in genere formano diamanti di purezza minore. Inoltre, mentre le pietre di solito sono blu, le tonalità possono variare da chiaro a scuro a seconda dei diversi livelli di boro, un minerale assorbito attraverso alcuni alimenti.

Anche se Roskin pensa che il diamante della memoria possa essere una scelta interessante, la sua unica preoccupazione, come spesso accade con le nuove tecnologie, è la mancanza di controllo. Non c'è modo per i clienti di verificare scientificamente che le pietre sono costituite dalle ceneri dei loro cari. Mentre Algordanza fornisce un certificato che documenta il processo, in ultima analisi, "spetta ai consumatori fidarsi abbastanza della compagnia tanto da sentirsi certi che stanno ottenendo ciò per cui pagano", aggiunge.

Pur essendo abbastanza romanzesca, l'idea di commemorare un membro della famiglia conservandolo sotto forma di un accessorio di cristallo sta guadagnando popolarità, soprattutto tra certe culture. Ogni anno, l'impianto di trasformazione della società a Spring, Texas, riceve tra 800 e 900 ordini. Di questi, un quarto delle richieste provengono dal Giappone, dove quasi tutti i morti vengono cremati. E anche se il servizio della società sembra orientata verso i ricchi, Willy suggerisce la procedura come una pratica alternativa alla sepoltura, che può essere più costosa e onerosa nel lungo periodo.

"Una delle ragioni che [i clienti] ci danno è di natura economica, perchè vogliono evitare i costi di sepoltura in un cimitero," dice Willy a Vice. "In altri casi, sono persone che vivono sole e molto lontano dal luogo in cui sono nate, che hanno paura che nessuno avrebbe adeguatamente cura della loro tomba se fossero sepolti."

Fonte
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